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Santiago de Compostela_ Il mio Cammino

Da tempo mi ronzava per la testa l'idea del Cammino di Santiago. Per mesi ho frugato nei meandri del web alla ricerca di informazioni su questa antica rotta.

Poi un giorno, sazia delle immagini e delle nozioni apprese, andai a comprare le scarpe...e una settimana dopo, avevo tutto l'occorrente tra le mani. Biglietto incluso!

Così mi ritrovai sul treno da Madrid per Leon, luogo a cui mi sarei agganciata per iniziare il Mio Cammino.

Scesa dal treno, camminai (i miei primi passi!!!) fino al convento delle Benedettine in cui la notte trascorse.

Quando lo raggiunsi, dopo 2 km scarsi, ero l'incarnazione dello smarrimento: lo zaino pesantissimo, la mia resistenza fisica quasi zero e, tanto per fare due chiacchere e sdrammatizzare, lo spagnolo di un bimbo di due anni sarebbe stato decisamente più comprensibile del mio...

Pseudo-disperata (pensavo: ma-dove-cavolo-vado-da-sola?), alle 12 del giorno dopo, conclusi la mia prima tappa: Villar de Mazarife, percorsi 22 km, restanti 320 circa!

I dolori? Che ve li racconto a fare!!

Stanca ma contenta. Mancavano 100km a Santiago!

Mentre il mio paziente fidanzato mi chiedeva se fossi ancora viva e la mia, preoccupatissima sorellina, mi implorava di tornare a casa tutta intera, i giorni venivano scanditi dal mio passo. Osservavo il mio corpo adeguarsi alla fatica sostenuto dalla volontà dell'animo.

Cammina cammina, scoprivo una inusuale solidarietà tra sconosciuti e le vere, e sorprendentemente pochissime, necessità della giornata sorte dal sacrificio del camminare: mangiare, una doccia calda, relazioni umane sincere e dormire!

Tutto qui?? Si, tutto qui!

Morale della favola: se sono così poche le cose che possono rendere la vita di un individuo serena, dopo una giornata di duro lavoro, perchè non tentare di raggiungere i medesimi equilibri nella vita di tutti i giorni?

Parlo di accorgersi che per essere felici (per usare un termine che va tanto di moda) è sufficente essere, non apparire, e accontentarsi di ciò che abbiamo, senza cadere nell'illusione di aver bisogno di questo o di quello come il cosidetto "progresso" ci vorrebbe imporre!

Tanto per dirne una banale: di cosa abbiamo bisogno per farci una doccia risanante? Di acqua calda e sapone! Allora perchè dobbiamo spendere un quarto d'ora del nostro tempo, davanti ad uno scaffale di ipermercato, concentrati (!?!) a scegliere un flacone di bagnoschiuma tra 200 tipi diversi? Poi ci dicono che soffriamo di depressione. E lo credo: quando chiaccheriamo col bagnoschiuma (tu si, tu no, l'altro forse..), quello, mica ci risponde!!